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Il territorio
Piedimonte si stende allo sbocco di tre valli, di cui due addentrantisi profondamente nel Matese.
Fra esse sorgone le tre levature del luogo: il Muto, la terrazza di Castello del Matese ed il Cila. Erosioni ed alluvioni hanno creato lentamente un compluvio pedemontano, il cui punto di confluenza, e perciò più basso, è fra l'attuale piazza Carmine e la Chiusa. In questo largo angolo, che si apre dal rione San Giovanni, si estende l'abitato.
La valle del Torano, più in alto valle Orsara, e ancor più sopra valle dell'Inferno, lunga 5 km., e quella del Rivo breve e precipitosa, hanno origine da antichissimi e grandiosi movimenti tettonici; la valle Paterno, lunga 9 km., è invece alluvionale.
Nella prima valle sgorga la principale sorgente del Torano che si annunziava, prima dei lavori dell'acquedotto campano, con rumore profondo e solenne. Questa impressione uditiva si aggiungeva a quella visiva delle fiancate a strapiombo, in alcuni punti di oltre 200 metri, che gravano sul visitatore stupito. La seconda valle nasce a quota 1100 sul Raspato, passa per Grotte, San Donato, Serretelle, e dividendo Cila da Castello, precipita fra i rioni San Giovanni e Coppetelle.
Fino al 1859 era il terrore di Piedimonte per le sue piene improvvise e rovinose. La terza valle, già detta Valle di Alife, dal '500 in poi nominata Valle Paterno in omaggio al poeta, col suo impluvio a "V" coperto di ulivi in basso e di bosco più in alto, colle sue ramificazioni, colla presenza di valli sospese, mostra la lenta
azione alluvionale. Per il suo vasto bacino imbrifero era anch'essa causa di alluvioni, disastrose a Vallata.
Le tre alture della zona pedemontana sodo disuguali per l'altezza e la forma. Il Muto raggiunge i 1037 metri e colle sue balze è grande e imponente; il Cila ha 677 metri e la terrazza di Castello del Matese, metri 474.
La posizione geografica di Piedimonte è tipica. Essa segna esattamente il confine fra la pianura del Volturno e la montagna del Matese.
Fino a poco più di 230 anni or sono la "grossa terra" di Piedimonte abbracciava anche il centro del Matese ed aveva la notevole superficie di circa 142 kmq.. Cogli smembramenti e la sostituzione del comune al feudo, si ebbero i seguenti territori: Piedimonte (kmq. 41,10), Catello (kmq. 21,48), San Gregorio (kmq. 56,35) e San Potito (kmq. 22,80).
Il confine storico di Piedimonte era dunque quello attuale con Alife in pianura, sempre con Alife su Serra dell'Arato e M. Acuto, per Selvapiana, Serra Coracchia e delle Pozzelle con Sant'Angelo e Raviscanina, per le Coste Arse fino a valle Janara coi feudi di Prata. I boschi su Serra di Cipriano e sulle fiancate del M. Miletto (m. 2050) a Campo dell'Acero lo dividevano dalla baronia del Tino, le più alte cime del Matese e la linea di displuvio lo separavano dal Molise. I pascoli della Gallinola e di M. Porco, le coste del Perrone e della Macchia Strinata lo separavano da Guardiaregia e Campochiaro. Il confine saliva e scendeva da Bocca della Selva e l'altro M. Porco, nei boschi a cavallo di Monte Pastonico e la Pietra spaccata fino a Serra del Favo scritto, boschi che lo tenevano separato da Cusano Mutri, e di qui, superando la piccola cima di S. Angiolillo, scendeva per Collelungo in pianura distinto da Gioia. Anche il piccolo feudo monastico di Carrattano ne faceva parte.
Di questo vasto territorio era minima la parte in pianura fino ai 250 m., più vasta la fascia collinare fino a 600 m., assai estesa la parte montana. Concludendo, per costruzione tettonica, per topografia ed idrografia, e in ultimo per elementi storici, la zona centrale del Matese che fa capo a Piedimonte, si compone di quattro parti: 1) Bordo dell'avvallamento centrale del Matese, nel versante tirrenico (pianura); 2) Alto bacino del Torano (collina); 3) Pianoro interno del Matese col lago (altopiano); 4) Versante interno della piega di M. Miletto e Gallinola (montagna).
Il punto astronomico di Piedimonte è di 32°05' longitudine Est e 41°20' latitudine Nord, misurato innanzi alla chiesa dell'Annunziata. L'altitudine della casa comunale è di 182 metri. L'abitato di Piedimonte, siccome si è sviluppato scendendo dal piccolo borgo medievale alla pianura. non ha uniformità altimetrica. Il punto più alto è la chiesa di san Giovanni m. 264, il più basso è la stazione ferroviaria m. 154. Tra questi ci sono i punti intermedi di: Piazza San Sebastiano m. 196, largo San Francesco m. 207, Piazza Ercole d'Agnese m. 183, Piazza Carmine m. 165, largo Annunziata m. 184, trivio di San Filippo m. 193, borgata Sepicciano m. 212, borgata Scorpeto m. 266, sorgente del Torano m. 200, sorgente del Toranello o Maretto m. 175.
Come per tutto il versante tirrenico dell'Appennino meridionale, Piedimonte ha piovosità primaverile ed autunnale con un periodo di siccità estiva. Quando funzionava l'osservatorio di M. Muto sono stati registrati anni con 1600 millimetri di pioggia. Questa quantità è superiore a quella dei paesi circostanti in pianura, a causa della posizione geografica anzidetta. Per essa, le nuvole, spinte verso il Nord, si scaricano sulle montagne del Matese e nelle sue rientranze tirreniche. Per questo, a volte, piove a Piedimonte e non ad Alife, ad appena 4 km., ma in aperta pianura.
La neve staziona per breve tempo sulla corona di colline di Piedimonte. In paese cade solo per qualche giornata. Naturalmente vi sono annate eccezionali, come nel 1956.
Le brinate sono frequenti e dannose. Per questa natura geo-igrometrica il clima è piuttosto incostante. L'escursione annua è forte, 35 gradi in media. D'inverno è freddo umido, d'estate caldo umido ma tollerabile. I venti pedemontani in pianura sono la bora e lo scirocco.
Questo, caldo e umido, proveniente dal Sud, l'altro, freddo e violento, proveniente dal Nord. Dato lo sbocco nel Pedemontano delle tre valli provenienti dal Nord, vi si formano dei vortici d'aria, e perciò la ventosità a volte è maggiore e più violenta su Piedimonte che non sui vicini paesi di pianura.
In collina il clima muta naturalmente verso il freddo secco d'inverno e un caldo asciutto e temperato d'estate. Sul Matese ritorna freddo umido e caldo umido, data la presenza del lago. La neve rimane un certo tempo a San Gregorio Matese. Nell'altopiano resta normalmente quasi tutto l'inverno, coprendo a volte il lago d'uno strato di ghiaccio, massiccio fino a 60 cm.. Sulle cime c'è il clima di montagna. La piovosità nel pianoro è di 2.300 mm. l'anno.
Dati forniti dalla carta delle stazioni meteorologiche e dei dati termo-pluviometrici.
Stazione di Piedimonte - Numero della Stazione 330 - Altitudine m. 579 (osservatorio di M. Muto)
  • Temperatura media annua 12,5. Temp. mese più freddo 5,0. Temp. mese più caldo 20,06. Temp. media delle minime annue 1,3. Temp. media delle massime annue 30,0
  • Escursioni termiche assolute 15,6
  • Precipitazioni: Inverno mm. 499, giorni 30 - Primavera mm. 145, giorni 31 - Estate mm. 160, giorni 12 - Autunno mm. 520, giorni 29 - Annuale mm. 1.324, giorni 102.

ANNALI DEL MINISTERO DI AGRICOLTURA,INDUSTRIA E COMMERCI0 - 187O - QUARTO TRIMESTRE – Parte I Agricoltura