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 PIEDIMONTE MATESE
 
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   COORDINATE GEOGRAFICHE
Comune in provincia di Caserta
Latitudine 41° 35' N, Longitudine 14° 36' E 
Altitudine
172 m
Superficie 41,34 kmq.
Abitanti 11.503 (2010 - ISTAT), piedimontesi
Densità 278 ab/kmq
Frazioni  Sepicciano
CAP 81016
Prefisso telefonico 0823
Codice ISTAT
061057
Codice fiscale 82000790616
Codice catasto G596
Pericolosità sismica Zona 1
Zona climatica C
Segnale sismico in tempo reale zona Matese
 
  orario treni e autobus di linea
 Beniamino Caso, primo vicepresidente del CAI di S. Gregorio Matese-Baranello.

GIUSEPPE PACE. Molti dei circa 320.000 associati sanno che 150 anni fa a Torino si fondò il CAI (Club Alpino Italiano), che attualmente dispone di 774 rifugi e bivacchi.  Fino a dicembre 2011 i soci registrati al CAI sono stati 319.467 con 492 sezioni e 292 sottosezioni. I rifugi delle Tre Cime di Lavaredo, conosciuti dallo scrivente, sono di un’eccezionale utilità per gli escursionisti che da lassù possono godere meglio la bellezza d’altura montana in un paesaggio tra i più spettacolari del pianeta Terra. Lassù, chi scrive, circa un lustro fa, rinvenne anche dei fossili di Megalodonti. A 150 anni dalla fondazione del CAI si rende onore al suo Vicepresidente, Beniamino Caso: nato il 14 maggio 1824 a San Gregorio d’Alife (oggi San Gregorio Matese) da Giovanni e Luisa Zurlo di Baranello (CB) e morto il 13 ottobre 1883 a Piedimonte d’Alife. Il 23 ottobre 1863 a Torino nel Castello del Valentino, Quintino Sella riunì 36 appassionati alpinisti e fondò il Club Alpino Italiano del quale  Beniamino Caso fu nominato Presidente e non vice, come scrive un suo autorevole ammiratore nel suo libro monumentale dedicato a “Piedimonte tra storia e attualità”, pagine dedicate agli uomini illustri di Piedimonte Matese. I suoi discendenti attuali (una è Dirigente Scolastica, che assieme al marito ha conosciuto a Vigevano il prof. +Nicola Patullo di Bojano, altro montanaro leale come i Caso) abitano a Piedimonte M., frazione di Sepicciano, di fronte alla casa dei miei familiari immigrati a Piedimonte d’Alife nel 1964 da Letino (CE).
Beniamino Caso nacque, dunque, a San Gregorio d’Alife (CE), paesetto montano con molti pastori vicino al similare, ma più isolato, Letino natio. Nel mio recente saggio “Piedimonte Matese e Letino tra Campania e Sannio” (nelle edicole di Castello Matese, Piedimonte Matese, S. Potito Sannitico, Alife, Gioia Sannitica, Dragoni, Alvignano e Caserta in Corso Trieste), lo scrivente a pag. 235-37, ha inserito Beniamino Caso tra i matesini illustri.
Nell'agosto del 1898, sulla cima del monte Miletto (vetta esaminata nel 1700 da Nicola Pilla di Venafro e nel 1800 da Giuseppe Volpe, prof. di Storia naturale del Liceo Sannitico di Campobasso), la sezione napoletana del CAI inaugurò il Rifugio Beniamino Caso alla presenza di moltissimi iscritti provenienti da numerose sezioni del centro sud.
B. Caso fu liberale, votato alla causa dell’unità nazionale e da studente universitario a Napoli, dopo gli studi a Maddaloni, partecipò ai tumulti del 1848, tenne comizi e fu sulle barricate ma abbandonò per sempre gli studi di Medicina. La cultura familiare di Beniamino fanciullo fu influenzata dai familiari e dalla colta famiglia della madre Luisa Zurlo di Baranello (CB).

Baranello aveva antiche famiglie nobiliari della Contea di Bojano ed ha una scuola, la pro loco, una piazza e il palazzo della famiglia Zurlo, che ha avuto tra i suoi membri due importanti personaggi storici: Giuseppe Zurlo, più volte Ministro del Regno di Napoli, e Biase Zurlo (padre di Luisa), Intendente di Molise nei primi anni dopo la creazione del Contado di Molise. In piazza Zurlo vi è la chiesa di S. Michele A., ricca d’opere d’arte, ammirate, da chi scrive, la scorsa estate prima dell’incontro -per presentare il catalogo del civico Museo- a cui parteciparono alcune decine di esponenti ed amici dell’attuale intellighenzia molisana: molto attenta a risalutarsi in uno strano giro di amicizie interessate(?). Ciò appariva provinciale a chi, come me, non è “dop”del Molise pur essendo Sannita nativo di Letino, che dal 1927 al 1945 pure appartenne alla Provincia di Campobasso. (continua)
 

 

prof. Angelo Pepe - © Tutti i diritti sono riservati
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