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GIUSEPPE PACE.
Molti dei circa 320.000 associati sanno che 150 anni fa a Torino si fondò
il CAI (Club Alpino Italiano), che attualmente dispone di 774 rifugi e
bivacchi. Fino a dicembre 2011 i soci registrati al CAI sono stati 319.467
con 492 sezioni e 292 sottosezioni. I rifugi delle Tre Cime di Lavaredo,
conosciuti dallo scrivente, sono di un’eccezionale utilità per gli
escursionisti che da lassù possono godere meglio la bellezza d’altura
montana in un paesaggio tra i più spettacolari del pianeta Terra. Lassù,
chi scrive, circa un lustro fa, rinvenne anche dei fossili di
Megalodonti. A 150 anni dalla fondazione del CAI si rende onore al suo
Vicepresidente, Beniamino Caso: nato il 14 maggio 1824 a San Gregorio d’Alife
(oggi San Gregorio Matese) da Giovanni e Luisa Zurlo di Baranello (CB) e
morto il 13 ottobre 1883 a Piedimonte d’Alife. Il 23 ottobre 1863 a Torino
nel Castello del Valentino, Quintino Sella riunì 36 appassionati
alpinisti e fondò il Club Alpino Italiano del quale Beniamino Caso
fu nominato Presidente e non vice, come scrive un suo autorevole ammiratore
nel suo libro monumentale dedicato a “Piedimonte tra storia e attualità”,
pagine dedicate agli uomini illustri di Piedimonte Matese. I suoi
discendenti attuali (una è Dirigente Scolastica, che assieme al marito ha
conosciuto a Vigevano il prof. +Nicola Patullo di Bojano, altro montanaro
leale come i Caso) abitano a Piedimonte M., frazione di Sepicciano, di
fronte alla casa dei miei familiari immigrati a Piedimonte d’Alife nel 1964
da Letino (CE).
Beniamino
Caso nacque, dunque, a San Gregorio d’Alife (CE), paesetto montano con
molti pastori vicino al similare, ma più isolato, Letino natio. Nel mio
recente saggio “Piedimonte Matese e Letino tra Campania e Sannio” (nelle
edicole di Castello Matese, Piedimonte Matese, S. Potito Sannitico, Alife,
Gioia Sannitica, Dragoni, Alvignano e Caserta in Corso Trieste), lo
scrivente a pag. 235-37, ha inserito Beniamino Caso tra i matesini
illustri.
Nell'agosto del 1898, sulla cima del monte Miletto (vetta esaminata nel
1700 da Nicola Pilla di Venafro e nel 1800 da Giuseppe Volpe, prof. di
Storia naturale del Liceo Sannitico di Campobasso), la sezione napoletana
del CAI inaugurò il Rifugio Beniamino Caso alla presenza di
moltissimi iscritti provenienti da numerose sezioni del centro sud.
B. Caso fu liberale, votato alla causa dell’unità nazionale e da studente
universitario a Napoli, dopo gli studi a Maddaloni, partecipò ai tumulti
del 1848, tenne comizi e fu sulle barricate ma abbandonò per sempre gli
studi di Medicina. La cultura familiare di Beniamino fanciullo fu
influenzata dai familiari e dalla colta famiglia della madre Luisa Zurlo di
Baranello (CB).
Baranello aveva antiche famiglie nobiliari della Contea di Bojano ed ha una
scuola, la pro loco, una piazza e il palazzo della famiglia Zurlo, che ha
avuto tra i suoi membri due importanti personaggi storici: Giuseppe Zurlo,
più volte Ministro del Regno di Napoli, e Biase Zurlo (padre di Luisa),
Intendente di Molise nei primi anni dopo la creazione del Contado di
Molise. In piazza Zurlo vi è la chiesa di S. Michele A., ricca d’opere
d’arte, ammirate, da chi scrive, la scorsa estate prima dell’incontro -per
presentare il catalogo del civico Museo- a cui parteciparono alcune decine
di esponenti ed amici dell’attuale intellighenzia molisana: molto attenta a
risalutarsi in uno strano giro di amicizie interessate(?). Ciò appariva
provinciale a chi, come me, non è “dop”del Molise pur essendo Sannita
nativo di Letino, che dal 1927 al 1945 pure appartenne alla Provincia di
Campobasso. (continua)
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